FRITZ IL GATTO, MR. NATUTAL E ALTRE STORIE

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Pubblicato il: gennaio 16, 2013
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“Lo so, mia cara, è un mondo difficile…”  
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Crumb, Crumb, Crumb, Robert Dennis Crumb sovvertitore del pensiero dominante, del mercato dominante, della controcultura dominante, figlio e padre spirituale di una contestazione che lui mai amò, esegeta del chiaroscuro, dal pignolo tratto espressivo ricco di particolari, maschilista sentimentale, edonista trascendentale, pacifico rivoluzionario. A lui sono dedicate le duecentocinquantatre pagine del volume della collana i classici del fumetto di Repubblica serie oro, nei capitoli Fritz il gatto, Mr. Natural, TV blues e altre storie, per una panoramica della produzione underground della San Francisco di fine anni sessanta, settanta, inizio anni ottanta, da Zap Comix arrivando fino Weirdo.
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LA GRANDE STORIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE VOL. 2

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Pubblicato il: gennaio 2, 2013
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La Grande Storia della più Inutile Carneficina della Storia. – Vol.2  
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“Alcuni degli attacchi contro posizioni impossibili ordinati dai nostri generali non sarebbero mai stati decisi, se essi avessero potuto vedere in anticipo con i loro occhi l’inevitabile massacro cui condannavano i loro uomini”.
“Ho visto come l’incredibile eroismo dell’uomo comune venisse dissipato per rimediare all’incompetenza di gente addestrata all’inesperienza (perché sono stati davvero addestrati a essere inesperti nel padroneggiare le reali situazioni della guerra moderna) […] a una strategia angusta, egoista e priva di immaginazione e all’allucinante carneficina di offensive inutili e insensate”.

(Lloyd George)
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LA GRANDE STORIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE VOL. 1

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Pubblicato il: dicembre 2, 2012
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La Grande Storia della più Inutile Carneficina della Storia. – Vol.1  
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“Mi sono chiesto più volte in quei tristi giorni a quali valori e a quale senso delle proporzioni si ispirasse la maggior parte dei nostri politici e delle nostre autorità navali e militari. I generali erano così fiduciosi di sfondare in Francia che dietro le truppe attaccanti avevano ammassato la cavalleria, perché fosse pronta a passare al galoppo attraverso i grandi varchi aperti nelle linee nemiche. Sacrificare 250.000 uomini per una simile impresa appariva loro un attimo di altissima sagacia militare. Era quella la dottrina ortodossa della guerra: anche se avesse fallito, nessuno avrebbe potuto accusarli di errori o di infrazioni alle regole. Ma perdere la centesima parte di marinai e una decina di vecchie carrette – che sarebbero comunque dovute andare in disarmo entro pochi mesi -, con la possibilità di trarne beneficio incalcolabile, ecco, di fronte a questo rischio anche i più audaci fra quei vegliardi si ritrassero sgomenti. L’ammiragliato e i generali ebbero la meglio. La flotta continuò a restare inattiva nei Dardanelli, le armate si dissanguarono contro le difese tedesche in Francia. I bulgari portarono in regalo ai nostri nemici 300.000 uomini e la Serbia, che della guerra era stata la causa, fu cancellata dalla faccia della terra”.

(Winston Churchill)
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VITA DI ENRICO ALBARETO

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Pubblicato il: ottobre 24, 2012
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“L’umile volgo infuria agitato, già volano fiaccole e armi, ma ecco, se vedono un uomo, grave per la pietà e i meriti, ammutoliscono.” (Virgilio, Eneide, Libro I)  
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Metà delle parole di questo libro sono Enrico Albareto, l’altra metà sono aggettivi in lode di Enrico Albareto. Al netto di questa cantilena, ciò che rimane nello sfondo è la parte veramente interessante del libro, il lungo viaggio nella storia industriale dell’Elsag e di un pezzo d’Italia, tra la fine degli anni sessanta e l’inizio del nuovo secolo. Attraverso una narrazione a strati, grossomodo in ordine cronologico, assistiamo all’epopea dell’evoluzione dei processi di automazione industriale, dai primi sistemi meccanici, poi elettrotecnici, infine elettronici, trasformazioni sempre vissute in prima linea e all’avanguardia dall’azienda. Ai vertici della quale troviamo in tutti questi anni Enrico Albareto, indiscussa figura di riferimento, assunto come semplice ingegnere, poi capo divisione, amministratore delegato e infine presidente, ancora in attività quando venne stroncato da un tumore maligno nel 2002.
Un personaggio di altri tempi, di quelli in grado di fare la differenza nel far girare le ruote del benessere di un’intera nazione, con un attaccamento al lavoro leggendario, con moltissimi pregi, ma rifratto pur a volte in piccoli riflessi patologici, pur se il libro si sforzi sempre e comunque di lodare il soggetto in questione qualsiasi cosa facesse, a prescindere, con livelli tanto sbracati di piaggeria da non aver nulla da invidiare all’eloquio di una tredicenne fans di Twilight invitata a cena da Edward Cullen.
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GLI ANNI DI BERLUSCONI

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Pubblicato il: ottobre 11, 2012
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“Cin, cin” (Umberto Smaila)  
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Ascesa, cazzeggio e caduta di Silvio Berlusconi, narrato in questo Atlante di Repubblica del Novembre 2011: la discesa in campo, le leggi ad personam, le inchieste giudiziarie, la corte dei miracoli, lo stupore internazionale, il tramonto. Attraverso foto ed estratti di articoli tratti dal giornale, possiamo ripercorrere il waterboarding cognitivo che ha tenuto in ostaggio l’Italia per quasi un ventennio, tra menzogna, cafoneria, arroganza, megalomania, pressapochismo, collusione, e altre nobili qualità di questo grottesco campione dei moderati, che tanto seppe esaltare le esigenze culturali della alta, bassa, media borghesia italiana a cavallo del passaggio di millennio.
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IL CANEMUCCO N. 2

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Pubblicato il: ottobre 4, 2012
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“E io mi immagino ninfa del ruscellopelo del tuo viso, piccola, che ci cammino in mezzo come a un canneto. Nuda.”  
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Coniglio Editore, giugno 2010, numero due, coabitazione di fumetti di vari autori e racconti di vari altri, con un peso maggiore in spazio dato alle arti grafiche a tutto vantaggio dell’economia complessiva del volume, sinfonia di colori fauvistici persino nei fumetti in bianco e nero, poesia iniziale di eNZo, prima e seconda di copertina di Makkox alle prese nelle pagine interne con l'”Amore Mio”, e poi i segni e disegni di Roberto Recchioni, Luis Escorial, Quasimai, Flaviano Amentaro, Laura Scarpa, Zerocalcare, e poi le parole e la punteggiatura dei racconti di Farnese, Bonino, Pellizzari, Solla, Gasparini, Ballardini, Catalano, Ragona. Per tutti quelli che amano l’arte, un acquisto prezioso da mettere da parte.
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IL CANEMUCCO N. 1

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Pubblicato il: ottobre 4, 2012
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“Le mal se fait sans effort, naturellement, par fatalité, le bien est toujours le produit d’un art.”  
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Coniglio Editore, maggio 2010, numero uno, apre le danze il fumetto la “Vasca” di Makkox, a ruota il racconto “Le crepe nei muri” di Bonino, e via alternando, a “Pagare un funerale” con Laura Scarpa, ricercando “L’identita rivelata” di Gasparini, conoscendo “L’anonimo” che risponde al nome di Zerocalcare, concludendo con Farnese, Catalano, Pellizzari, Ballardini e Sofi con le loro piccole storie a chiusura del volume. Volume già bello da sfogliare, guardare, maneggiare, annusare anche se fosse scritto in serbo, pensate poi la meraviglia nello scoprire che le parole dei fumetti e dei racconti sono state scritte in italiano.
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MILLENNIUM FLOP

Categorie: Giorgio Forattini
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Pubblicato il: ottobre 4, 2012
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“Io non sono né Don Chisciotte, né Don Abbondio!… Per favore sapete dirmi chi sono?” 
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Un Forattini dal tratto elegante che non si ferma per una volta ai soliti noti, intento a far caricatura di quasi tutto lo scibile politico balzato agli onori della cronaca nel periodo che va dal Settembre 1998 al Settembre 1999.
Un Forattini dalla scrittura volgare, di un anticomunismo insensato quanto improduttivo, più intento a bombardare l’ascesa al potere di D’Alema citando Foibe e Stalin, piuttosto che gli intrallazzi del baffetto di Gallipoli nelle più contemporanee svendite dei colossi pubblici ai soliti amichetti, con la scusa delle privatizzazioni per il bene del Paese.
Una descrizione e una mappatura di colpevoli e innocenti che elegge a realtà non i fatti ma la propaganda interessata nei titoli di apertura del berlusconiano TG5, saldamente diretto ai tempi dalla oggi ritrovata anima bella che risponde al nome di Enrico Mentana.
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GE VS G8

Categorie: Zerocalcare
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Pubblicato il: settembre 7, 2012
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“L’avverto: se mi picchia NON la denuncio” “Ok, ok, me ne vado, io ci tengo alla promozione!” 
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Mettete al posto di Bob Geldof e Midge Ure il team di avvocati e i collaboratori di Supporto Legale. Mettete al posto della ricerca fondi contro la fame in Etiopia, la necessità di finanziarsi per sostenere le spese processuali dei manifestanti del G8 rimasti impigliati nelle maglie della giustizia. Mettete al posto di Elton John e Mick Jagger e i Queen e Bob Dylan e gli U2, Alessio Spataro e Filippo Scozzari e Gipi e Zerocalcare e tanti altri. Otterrete GevsG8, rappresentazione in piccolo e in campo fumettistico, di quello che rappresentò per la musica mondiale il concerto Live Aid del 13 luglio 1985. Settantaquattro pagine di letteratura disegnata sui fatti e le impressioni del G8 di Genova del 2001, con un introduzione di Erri De Luca e un capitolo finale che entra nel dettaglio dei risvolti giuridici della violenta repressione che caratterizzò l’inizio della fine del movimento della contestazione anti globalizzazione.
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L’ALTRA GUERRA DEL PICCOLO ALPINO

Categorie: Salvator Gotta
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Pubblicato il: agosto 30, 2012
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Per l’uomo che non deve chiedere mai. 
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Classe 1987, fascista della prima ora, autore dell’inno ufficiale del movimento, Giovinezza, Salvator Gotta conobbe il grande successo nel 1926 con il romanzo “Il piccolo alpino”, frutto della propria esperienza nella prima guerra mondiale, trasferita nella figura del piccolo Giacomino Rasi, unitosi per cause fortuite ai soldati al fronte e da questi adottato come mascotte, coinvolto poi in azioni eroiche nel corso degli eventi bellici.
È questo, “L’altra guerra del piccolo alpino”, il seguito scritto nel 1935, ovvero all’apogeo del lavaggio di cervello della propaganda fascista. Nello scenario del primo dopoguerra, questo libro per fanciulli vede il giovane fanciullo Giacomino Rasi attraversare le ultime convulsioni dell’Italia liberale per abbracciare il movimento fascista, tra un pestaggio agli scioperanti socialisti, sempre e rigorosamente sempre rappresentati come ubriachi sadici nichilisti (sic!), e una classica avventura per mare alle prese con i briganti, passando per la presa di Fiume da parte di D’Annunzio fino all’incarico a Mussolini in seguito ai tumulti di Perugia e la marcia su Roma.
Ignaro, suo malgrado, il fascistissimo Gotta lascia scolpito nelle pagine del libro uno spaccato senza filtri tristemente interessante della cultura fascista, vista da un’angolazione più antropologico-sociale che politica. È questo il percorso di formazione che trasformerà Giacomino Rasi in una perfetta camicia nera, impulsivo, ardito, interventista, intrepido, audace, completamente estraneo ad ogni speculazione riflessiva che porti a porsi delle domande su quel che sta accadendo. In pratica un povero idiota.
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